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Nuovi scenari di comunicazione per pace, inclusione e democrazia

Le parole per non dirlo Aprile 14, 2008

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E’ stato pubblicato su Internazionale un interessantissimo articolo su come i media israeliani descrivano il conflitto israelo-palestinese, e in particolare la scelta delle parole che spesso ha lo scopo di confondere le acque, camuffare certe decisioni del governo e diminuire l’impatto emotivo sul pubblico di certi avvenimenti violenti.
Da tempo faccio delle ricerche sul tema della comunicazione del conflitto, che è stata anche argomento della mia tesi di laurea.
Nella tesi ho avuto modo di analizzare in profondità le metodologie di controllo dei media messe in atto da palestinesi ed israeliani durante la seconda Intifada.
Tali strategie sono riassumibili in questi quattro punti:
• Controllo degli eventi e vantaggio della prima mossa
• Regolazione del flusso di informazioni
• “Duello” per guadagnare il consenso delle élite
• Controllo dei media frame.
A proposito dell’ultimo punto, nel conflitto israelo-palestinese, gli israeliani hanno sempre messo in campo un meta-frame del tipo “law and order”.
Ciò implica la scelta di una comunicazione che attiene a specifici orizzonti di significati, propri della popolazione israeliana, portata a giustificare le cosiddette “operazioni di sicurezza”.
L’autore dell’articolo di Internazionale descrive molto bene questo meccanismo.

Leggi tutto l’articolo:
Le parole per non dirlo

 

More than words Aprile 11, 2008

Archiviato in: COMUNICARE LA PACE, Comunicazione — Isa.Lavelli @ 3:14 pm
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Un gruppo di giovani giornalisti della carta stampata israeliani e palestinesi incontrano docenti IULM e studenti, per un confronto sul tema del conflitto arabo-israeliano dal punto di vista culturale e giornalistico.
L’evento è inserito all’interno del progetto di ricerca Teatro, cultura, turismo e Mediterraneo.
Il CIPMO partecipa dal 2006 a More than words, un progetto finanziato dall’Unione Europea e da altri sponsor, il cui obiettivo è svolgere un’azione di verifica sul modo in cui è presentato il conflitto arabo-israeliano nei principali media israeliani e palestinesi.
I promotori dell’iniziativa sono gli istituti di ricerca israeliano KESHEV (presieduto da David Grossman) e quello palestinese MIFTAH.
Intervengono:
Anna Vanzan, Università IULM
Daniele Comboni, Università IULM
Giovanna Guzzetti, Direttrice del portale Fastweb

modera: Angela Besana, Università IULM
Materiali del convegno

 

Lezioni di giornalismo Aprile 8, 2008

La meravigliosa rivista Internazionale mette a disposizione sul suo sito web all’indirizzo http://www.internazionale.it/lezionidigiornalismo/ una serie di lezioni di giornalismo tenute dalle sue migliori firme.
Per chi ha la pazienza di fermarsi un attimo ad ascoltare si tratta veramente di documenti preziosi.

 

Il mondo scorso, cinque anni fa Marzo 25, 2008

Archiviato in: COMUNICARE LA PACE — Isa.Lavelli @ 4:47 pm
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Riporto un articolo di Roberto Zanini, Il Manifesto 19.03.2008

Domani sono cinque anni. Era il 20 marzo del 2003 e i primi missili salparono dalle navi al largo del Golfo Persico diretti su Baghdad. Avvertiti per tempo, pochi direttori di giornali statunitensi si piazzarono davanti alla tv per non perdersi i primi lampi verdi nella notte di Baghdad e all’Hotel Palestine i reporter cominciarono a strillare nei microfoni. Quella notte un missile più grosso degli altri sventrò il palazzo che una spiata aveva indicato come il covo di Saddam, non era vero e la guerra continuò per un altro pugno di settimane, i figli del dittatore cacciati come bestie, macellati ed esposti come trofeo di caccia, il dittatore stesso stanato dal suo buco, rasato ed impiccato davanti a un telefonino con telecamera. «Major combat is over», Bush lo annunciò in maggio su una portaerei con più cineprese che cannoni. Non era vero nemmeno quello ma a chi importava? L’Iraq era stato vinto in un attimo, senza alcun onore – se mai ve n’è in una guerra – i bombardieri americani spianavano la strada alla fanteria americana che spianava la strada alle salmerie della ricostruzione, la stampa occidentale scherniva i fantaccini iracheni che si arrendevano in massa mentre Halliburton e soci firmavano contratti che avrebbero arricchito alcuni e mandato altri in galera per truffa. Lo stato canaglia moriva sepolto di missili e bugie. Intanto il mondo cambiava. Il primo a sparire fu il principio che gli stati si riconoscono tra loro e tra loro si possono difendere ma non aggredire. Era il trattato di Westfalia, datava tre secoli e mezzo, bruciò come carta vecchia. Morì anche l’Onu ma non se ne accorse e oggi si ostina ad esistere in un palazzo di vetro a New York ma non più nelle coscienze di un pianeta mutato. A che serve una legge sovranazionale se funziona benissimo la legge del più forte? Dotata delle moderne protesi tecnologiche, la superpotenza mondiale rimasta ha sancito l’eversione dalla struttura legale che governava il mondo e ha fatto della soggezione dell’altro la leva e il motore di una nuova storia. La seconda superpotenza mondiale, come il New York Times battezzò l’opinione pubblica in quelle giornate di cinque anni fa, non tardò a liquefarsi come l’illusione generosa che era. I dettagli rimasti, come il divieto di torturare i nemici, vennero sepolti ad Abu Ghraib.

 

Marzo 25, 2008

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amira
Amira Hass è una scrittrice e giornalista israeliana, conosciuta per i suoi articoli pubblicati sul quotidiano israeliano Ha’aretz. Ha deciso di stabilire la propria residenza nei territori della West Bank e nella striscia di Gaza, condizione che le dà l’opportunità di raccontare i fatti e di osservare da una prospettiva palestinese il conflitto israelo-palestinese. Tra i suoi libri:
Drinking the sea at Gaza [Recensione by Jennifer Mitchell]

 

Israele e palestina: un conflitto ancora aperto Marzo 25, 2008

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Mappe del medioriente Marzo 24, 2008

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Le Mappe di Limes

– La guerra Israele-Hizbullah. Il Libano del Sud e le alture del Golan. I bombardamenti israeliani. I razzi di Hizbullah.Il fallimento dell’avanzata militare terrestre israeliana Mappa
– Il cessate il fuoco.La nuova missione Unifil. Il ruolo italiano. Forza di interposizione. Solo una prima fase della guerra Mappa
– L’invio di armi. Gli aeroporti siriani. I percorsi lungo le strade e i sentieri dell’Antilibano. I possibili obiettivi israeliani di una eventuale fase due Mappa

– Il modello Hizbullah e gli altri movimenti estremisti islamici. Il ruolo di Hamas Mappa

* Antiche mappe di Gerusalemme Raccolta

* Mappe interattive di Israele e della Palestina

Eyeonisrael
Jerusalem
Post

* Immagini satellitari di Israele e del Medioriente Israel
Science and Technology Homepage

* Mappe di Gerusalemme PASSIA

* Collezione di mappe "On the Apartheid Wall" PASSIA 

 

MACROSFERA: medioriente (geopolitica) Marzo 24, 2008

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Macrosfera – RAI News 24
Magazine di Geopolitica

PUNTATA: Medio Oriente

“Non ci sarà pace nel mondo finchè non regnerà in quelle terre piena pace. E tutti gli sforzi di pace in quelle terre avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero.” Carlo Maria Martini

Per alcune popolazioni non è mai finita. Per altre è solo questione di tempo e poi la guerra tornerà a straziare la vita e le città del Medio Oriente. Tutti sanno che non sarà solo l´ennesima strage di innocenti. Sarà un ulteriore passo sulla strada senza ritorno di una guerra che, nella sua ipotesi più estrema, può diventare atomica. E´ terribile ma di questo passo non impossibile.

Prima parte della puntata
Seconda parte della puntata

>> SITO DI MACROSFERA <<

 

Podcast! Marzo 24, 2008

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Disponibili i podcast della mia tesi: Comunicare nel conflitto.

0. Caratteristiche del conflitto
1. Rappresentazione della guerra
2. Media e Medioriente
3. Conflitti, movimenti e media
4. Willy Brandt Center
5. Conclusioni