Elezioni: guardiamo alla comunicazione


Chi mi conosce sa che in questo momento mi trovo in uno stato di depressione assoluta. Sono ridotta a una specie di larva che non trova più alcuna motivazione per continuare a fare politica, una delle mie grandi passioni.
Tuttavia, è tempo di analisi anche sul piano della comunicazione.
E allora sono andata un po’ a zonzo nel web per sentire qualche commento dai miei colleghi comunicatori su questo argomento. Intanto vi segnalo un blog interessantissimo che si chiama: http://ilcomunicatore.wordpress.com/.
Veramente molto interessante.
Il blogger ha fatto un’analisi dettagliata della comunicazione di PD e PDL che vi consiglio di leggere.
Però la vera novità di queste elezioni è il grande successo della Lega Nord. E forse su questo partito vale la pena di soffermarsi perchè se è vero che in questo blog si parla di comunicazione democratica è vero anche che si potrebbe dire che la Lega, votata da operai e imprenditori, offre un modello in qualche modo di comunicazione che è in grado di parlare a larghi settori della società.
Le parole della Lega arrivano al cuore della gente, le capiscono tutti, fanno riferimento a schemi culturali condivisi…
Parliamo del manifesto dell’indiano. In molti lo hanno bocciato senza riserve, però sta di fatto che io non mi ricordo già più nessun manifesto elettorale (a parte sognarmi anche di notte il faccione di Veltroni) ma ho ben chiaro in testa il messaggio del manifesto leghista.
Ora anche la sinistra deve chiedersi come mai la lega colpisce al cuore delle persone e invece le forze che aspirano a parlare ai lavoratori, alla gente in difficoltà, a tutta l’Italia e non solo a una sua parte, non entrano neppure in Parlamento.

Il vero problema in questo caso non è sulle forme ma sui contenuti della comunicazione.
E’ chiaramente molto più immediata l’equazione “straniero = minaccia al mio posto di lavoro = criminalità”
che fare un discorso articolato sul tema dell’integrazione che si coniughi con la sicurezza e con il controllo degli arrivi, in un’ottica di accoglienza, prendendo atto della conformazione del mercato del lavoro che ha bisogno di extracomunitari.
Il manifesto della Lega, e un po’ tutta la campagna elettorale del centrodestra, è improntata sul meccanismo antico e sempre attuale del populismo.
Il populismo ha una forza: si comunica da sé. Inoltre spesso si coniuga con altri elementi come il razzismo, l’antipolitica che emergono in determinate epoche storiche e possono essere facilmente sfruttate da questo o quel politico.
Io reputo del tutto fallimentare la scelta del Partito Democratico, di seguire la destra sul terreno del populismo. Non ce la faremo mai, ammesso che vogliamo veramente intraprendere questa via.
Il centro-sinistra dovrebbe elaborare una PROPRIA strategia comunicativa.
E magari nel prossimo post, provo a inventarmi qualcosa.

2 pensieri riguardo “Elezioni: guardiamo alla comunicazione

  1. Isa “Chi mi conosce sa che in questo momento mi trovo in uno stato di depressione assoluta. Sono ridotta a una specie di larva che non trova più alcuna motivazione per continuare a fare politica, una delle mie grandi passioni.”

    anche io, in passato, stavo male 2-3 giorni se il risultato fosse stato diverso da quello che avrei sperato. Devi elaborare una strategia di “distacco” dal voto, per evitare di stare male. Oggi anche se non va come spero, non sto affatto male, anzi cerco di guardare i lati positivi. Ciao!

  2. Ciao Isa, grazie per i complimenti, trovo molto interessante anche il tuo blog! Se guardiamo alla comunicazione di queste elezioni da poco passate, ho già espresso i miei dubbi sulla qualità della comunicazione politica che abbiamo visto! Anche perchè le condizioni di queste elezioni erano molto particolari e c’è stato poco tempo per costruire campagne di comunicazione ben ragionate.
    Premetto che la comunicazione della Lega non mi piace e la trovo di scarsa qualità, così come ho trovato di pochissima efficacia e di nessun impatto la comunicazione elettorale della Sinistra L’Arcobaleno ( peraltro i risultati lo dimostrano! ).
    Comunque considero tuttora la comunicazione del PD la migliore di queste elezioni, mentre quella del PDL si è rivelata classica. Ma proprio questo deve farci riflettere: il PD ha comunicato meglio ed è stato sonoramente sconfitto?
    Credo che questa sia la controprova definitiva che la comunicazione non è la bacchetta magica che risolve tutti i problemi. E’ innegabile che il fallimento del governo Prodi ha pesato fortemente sul risultato del centrosinistra ed in particolare della sinistra estrema!
    La forza della Lega non è di sicuro nella sua comunicazione politica, quanto piuttosto nel suo rapporto e legame con il territorio.
    Non trovi?

    L.T.

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