Emozioni. Il cuore a sinistra


Il titolo di questo post è anche il titolo di un capitolo dell’interessantissimo libro “Sinistra e destra. Le radici psicologiche della differenza politica” che analizza il ruolo delle emozioni nelle scelte politiche degli italiani.

E’ interessante conoscere la dimenzione emotiva del rapporto fra il cittadino e la politica, anche perchè secondo molti psicologi quando l’essere umano si pone in relazione con il proprio ambiente fisico e sociale e comincia a formarsi una conoscenza di esso, lo fa, prima ancora che su base descrittiva, su una base emotiva.

“Le emozioni – come afferma la filosofa Martha Nussbaum – contengono un ineliminabile riferimento al me, al fatto che si tratta del mio complesso di scopi e di progetti.

Nel libro poi si fa un’analisi generale del ruolo delle emozioni anche nella politica odierna in cui il cittadino appare (rispetto al passato delle bandiere, dei grandi raduni, dell’entusiasmo per le utopie) “dis-affezionato” nei confronti della politica.
Spesso i modelli tradizionali sulle preferenze di voto trascurano il ruolo delle emozioni. Sicuramente lo ha trascurato Veltroni quando ha impostato la sua campagna elettorale sul “Io corro da solo”. Egli ha ignorato il fatto che:

Gli elettori di sinistra esprimono verso gli “oggetti coalizionali” (ulivo, Prodi…) emozioni positive più intense di quelle raccolte da Berlusconi e Cdl presso gli elettori di destra. In particolare le persone di sinistra esprimono per il vecchio Ulivo e per Prodi emozioni più positive di quelle espresse per tutti i singoli partiti della sinistra medesima. L’elettorato di sinistra è più coalizionale, l’elettorato di destra è invece più partitico.

Per questo il discorso del predellino ha portato grande fortuna a Berlusconi e l’inseguimento di quel modello ha portato la disfatta non solo del PD ma di tutta la vecchia Unione.
In effetti, ma su questa mia affermazione potrebbero esserci dei disaccordi, alle amministrative gli elettori hanno in molti casi premiato (seppur nel generale clima sfavorevole al centro sinistra) sia il PD che la Sinistra Arcobaleno. E l’ex Unione ha quasi dappertutto superato la media nazionale della somma dei partiti.
Mi spiego meglio, notate i risultati nelle provincie in cui si correva separati(*):
Provincia di Roma: UNIONE = 46,9%
* Provincia di Asti: PD = 24%, SA = 6,8%
Provincia di Benevento: UNIONE = 55%
* Provincia di Catanzaro: PD = 35%, SA = 3,4%
Provincia di Foggia: UNIONE = 42%
* Provincia di Varese: PD = 26,1%, SA = 4,1%

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