Può la pubblicità promuovere l’arte?


Difficile rispondere a questa domanda, che mi è sorta quando lavoravo all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Mi è sempre sembrato molto poco comunicativo il logo scelto per gli istituti che portano all’estero la cultura italiana. Il logo è una rielaborazione grafica della sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro che sta davanti alla Farnesina. Pomodoro mi piace molto e l’ho sempre trovato interessante e profondo però la sua bellissima sfera è molto poco empatica.

Sul web in molti si confrontano sul tema della pubblicità in rapporto alla promozione dell’arte e della cultura.
Un’analisi azzeccata mi sembra quella di Alessandra Gambadoro sul sito “Fizz: marketing culturale e dintorni“.

Il messaggio pubblicitario che promuove un evento o un’ istituzione artistico-culturale è caratterizzato da scarsa creatività, assenza che si riflette nella mancanza quasi assoluta di quelli che sono gli elementi essenziali e costituitivi del messaggio pubblicitario tradizionale.
Le motivazioni di questo fenomeno vanno ricondotte alle resistenze che ancora oggi l’adozione e gli strumenti del marketing incontrano nel settore culturale. La pubblicità è uno strumento nato in ambito commerciale e l’arte e la cultura, invece, sono storicamente avulse da questo contesto.

Ancora una volta trovo semplice dimostrare la mia tesi secondo cui nella comunicazione integrata sta la vera soluzione al dilemma: marketing o comunicazione pubblica?
Comunicazione integrata significa superare quel tabu per cui non si possa mischiare sacro e profano, arte e pubblicità, significa inventare una nuova modalità di comunicazione in cui elementi di marketing interagiscano con le peculiarità e la preziosità dell’argomento comunicato.

Così per puro esercizio mentale ho provato a immaginare un possibile logo alternativo per i luoghi di promozione della cultura italiana, ovvero la Venere di Botticelli, che riporto qui sotto in una interessante rivisitazione. Sicuramente sarebbe più evocativa ed empatica rispetto a una sfera di bronzo.

venere

2 pensieri riguardo “Può la pubblicità promuovere l’arte?

  1. Spesso si fa l’errore di pensare che l’arte si promuova da sé.
    Invece in un paese come l’Italia sarebbe importante che ci fossero vere e proprie campagne di comunicazione per la promozione dell’arte.
    Quanti piccoli musei sono eccezionali eppure sono costretti a chiudere per mancanza di fondi … o peggio…. visitatori!!!

  2. Penso che Giulia abbia proprio ragione. Per andare sugli aneddoti… ho la fortuna di avere due straordinari nonni che vivono a Montagna in Valtellina. Vado in quel paese da quando ero piccola e non avevo mai saputo che nella chiesa sono custoditi autentici capolavori rinascimentali. Eppure ci passavo davanti tutti i giorni. Come ho saputo ora della loro esistenza? Leggendo un articolo sulla rivista Alpes.
    Onore al merito di chi ha scritto quell’articolo. Per dire che in Italia c’è arte ovunque, eppure non è così facile trovarla. Capite cosa intendo?

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