Darsi del tu: uguaglianza o mancanza di rispetto?


Tiene banco in questi giorni su diversi quotidiani la discussione sollevata da Eco sulle pagine di Repubblica riguardo all’uso, oggi molto diffuso, del “tu” al posto del tradizionale “lei”.

Sono d’accordo al 100% con lui. Ha ragione.

Siamo una società ipocrita e anche nel modo finto di relazionarci gli uni con gli altri si vede tutta la nostra capacità di dissimulare. Siamo degli impostori relazionali.

Non mi infastidisce tanto la commessa che ti dà del tu per un fatto di riconoscimento di una presunta superiorità sociale ma quanto perchè mi pare una mancanza di rispetto di quella distanza che si impone quando ci si relaziona con un estraneo. Totalmente inaccettabile poi che il tu venga usato in contesti medico-sanitari come purtroppo è già molto frequente.

Trovo invece sensato che nel lavoro si utilizzi il tu per relazionarsi in modo più pratico e diretto, mi sembra che questo crei anche un senso di appartenenza e di predisposizione al lavoro di squadra.

Non condivido molto il riferimento di Eco agli stranieri. E’ evidente che se siamo noi i primi a usare il “tu” noi loro confronti (e nei confronti di tutti) loro si adeguino agli usi e costumi del Paese che li ospita. Visto l’andazzo potrebbero anche considerarlo un gesto di cortesia.

La comunicazione e le relazioni tra le persone hanno una grande importanze culturale e bene fa Umberto Eco a ricordarcelo.

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