Operazione bellezza


No che non sono d’accordo.

L’operazione bellezza, annunciata da titoli roboanti su tutti i quotidiani si fonda su un annuncio in tv, è sbagliata e se riuscissimo a guardare sotto la superficie scopriremmo che per molti motivi nessuno dovrebbe collaborare all’ennesimo teatrino governativo.

A parte che per capirci qualcosa ho dovuto consultare una pagina che si chiama “Matteo risponde” e termina con “Un sorriso, Matteo”. Sul sito del Ministero non c’è nulla. Ma sarà normale tutto questo?

Metodo ma anche merito.

L’iniziativa è stata lanciata nel corso della trasmissione di Fabio Fazio. Non una delibera, non una conferenza stampa ufficiale: niente di niente.

E’ un’idea di Matteo e come tutte le sue idee è geniale.

Questo modo di operare svilisce e umilia il ruolo della pubblica amministrazione, definito anche dalla Costituzione, tanto dovrebbe essere importante.

Primo perché ogni misura che ha una ricaduta pubblica dovrebbe essere definita da un atto motivato, non certo da un’intervista da Fazio.

E poi pensiamo un attimo al metodo. Noi cittadini dovremmo segnalare un luogo a cui siamo affettivamente legati e che ci pare necessitare di interventi di manutenzione. Questo lancia un messaggio assolutamente dannoso: le sovrintendenze e tutti gli uffici che sul territorio dovrebbero monitorare e mantenere i luoghi e i monumenti di interesse storico sono strutture inutili.

Il passo successivo è: chiudiamoli! E qualche esponente governativo aveva già apertamente espresso questa volontà (Leggi qui).

Poi sappiate che non esistono gli “stanziamenti straordinari” continuamente annunciati, esiste un Bilancio dello Stato all’interno del quale il Governo può fare delle scelte strategiche si spera a lungo termine. Allora io mi chiedo: qual’è il fabbisogno del settore dei beni culturali in Italia? Questo governo lo sta coprendo oppure no?

Queste sono le domande che dovrebbero assediare la politica. E guardate che la posta in gioco è altissima perché quando avremo completamente distrutto il sistema pubblico in questo Paese saranno i poteri forti e le lobby a farla da padroni.

La pubblica amministrazione tutela coloro che non hanno altra tutela. Ricordiamocelo.

Così nel campo della cultura l’esistenza di un sistema pubblico di gestione, organizzazione e monitoraggio garantisce che siano mantenuti tutti i beni, fissando dei criteri chiari e trasparenti qualora siano necessarie delle scelte.

Detto tutto ciò propongo di non mandare inutili email al Governo ma inviare una email di solidarietà ai sovrintendenti come dovremmo imparare a ringraziare i funzionari e coloro che ogni giorno, lontano dagli studi televisivi, fanno funzionare questo Paese con quel poco di cui possono disporre.

 

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