Social-oscenità


Cosa è osceno ai tempi della postmodernità? Quale mezzo è più consono a veicolarlo?

Il concetto di oscenità è spesso tradizionalmente legato a una certa concezione dell’uso del corpo e della scelta sociale di cosa è lecito mostrare e cosa dovrebbe stare nascosto. Ogni comunità definisce cosa debba restare ob skene, fuori dalla scena (cit. http://bit.ly/2el22ZG). Il controllo dei mezzi di comunicazione da parte di gruppi sociali, politici o religiosi, nel passato garantiva l’inviolabilità delle regole in merito a cosa mostrare e cosa non mostrare.

L’osceno è ciò che dovrebbe stare nascosto, non visibile, e che, al contrario, si impone nello spazio e nel tempo della vita quotidiana. Il corpo osceno è tale perché è troppo visibile, crea un’eccedenza di visibilità (Lahuerta, 2008). Evidenziando ciò che è visibile nei corpi osceni, si comprende quali aspetti compongono le rappresentazioni della normalità, a partire dal carattere oppositivo di ciò che dovrebbe venire celato e che crea repulsione (Gonzàles Fuster et al., 2015). La visibilità non si limita a ciò che è sensorialmente esperito, ma è il processo di definizione di ciò che è socialmente percepibile (Brighenti, 2010).

E’ evidente che un controllo sociale, e aggiungerei economico, sul processo di “definizione di ciò che è socialmente percepibile”, ha una serie di implicazioni importanti sul funzionamento di un sistema democratico.

Ad esempio, una teoria piuttosto accreditata sostiene che la sconfitta degli Stati Uniti nella guerra in Vietnam sia imputabile, in mezzo a molte altre cause probabilmente, al fatto di aver mostrato in diretta televisiva le bare dei giovani soldati morti in aeroporto, al rientro in patria. Andavano mostrati quei corpi? Non andavano mostrati? Cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse deciso che mostrare quelle immagini di morte rappresentasse un’oscenità?

Con l’avvento dei social media sono cadute molte barriere, chiunque può assurgere al ruolo di emittente e definire autonomamente cosa ritiene comunicabile.

Ciò significa che non ci sia più nulla di osceno?

Al contrario ritengo che i media sociali ci aiuteranno a ridefinire in modo più consapevole e cosciente il territorio del non ostentabile, e possiamo aggiungere dell’indicibile. Questa fase in cui tutti sono legittimati a dire tutto ci porterà a una nuova coscienza e probabilmente a processi di autoregolamentazione che aiuteranno anche gli adolescenti, sui quali la mancanza di freni censorei porta a risultati talvolta tragici, a sviluppare una social-etiquette in grado di tutelarli.

In pratica, ritengo che i social ci aiuteranno a sviluppare processi di autocontrollo, laddove il controllo sociale ed economico viene a cadere: sarà un processo lungo ma inevitabile.

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